Attività laboratoriale – “Pensiamo insieme la nostra città ideale”
C’è un momento, raro e prezioso, in cui l’immaginazione smette di essere soltanto un sogno e diventa una città da abitare.
Una città costruita con le parole, con i desideri, con le paure trasformate in ponti e con la fantasia capace di accendere nuove geografie del possibile.
Giovedì 30 aprile 2026, lo spazio della libreria Feltrinelli dedicato a bambini e ragazzi si è trasformato in un’officina poetica di idee e visioni grazie all’attività laboratoriale “Pensiamo insieme la nostra città ideale”, ispirata al testo Inventa una città. Taccuino delle invenzioni commissionate dall’agente segreto K di Cristina Ki Casini (Lavieri, 2025).
È stato un viaggio collettivo dentro una città ancora invisibile, ma già viva negli occhi e nelle parole delle alunne e degli alunni della classe 1 della sezione G: una città dove le piazze hanno nomi sorprendenti, le strade custodiscono storie, la gelateria ha offerto gusti impossibili e la libreria ideale è divenuta rifugio di meraviglia e immaginazione.
Tra mappe fantastiche e invenzioni condivise è nato persino il “Pozzo delle Paure”, luogo simbolico in cui hanno lasciato timori e insicurezze per trasformarli in coraggio creativo.
Gli alunni e le docenti Gabrielli e Perna hanno preso parte all’esperienza indossando il proprio “Passaporto del Meme Vivente”, un piccolo manifesto identitario ironico e visionario, successivamente donato anche alla libraia Martina e alla volontaria del servizio civile Chiara, come segno di appartenenza a questa comunità immaginaria e insieme profondamente reale.
Ogni passaporto ha raccontato una personalità unica, tra ironia e poesia:
* Nome da meme
* Età
* Habitat naturale
* Dispositivo preferito
* Situazione scolastica
◦ Studente modello
◦ Sopravvissuto
◦ Leggenda incompresa
* Stato energetico
A. Sempre attivo
B. 50% umano, 50% zombie
C. Offline fino a nuovo avviso
* Frase tipica
* Firma
Un laboratorio che non è stato soltanto un’attività creativa, ma un esercizio di cittadinanza poetica: un modo per insegnare ai più giovani che ogni città, prima di essere costruita con pietre e strade, nasce sempre da un’idea condivisa, da un sogno pronunciato ad alta voce.



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