Memoria è impegno, partecipazione è dovere

Ecco le iniziative a cui la scuola secondaria "Da Vinci" ha preso parte contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere.

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NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE. NO AGL STEREOTIPI DI GENERE E AI PREGIUDIZI. SÌ ALL’EDUCAZIONE EMOTIVA

Il nostro istituto comprensivo non è rimasto indifferente ai recenti fatti di cronaca ed è da sempre attento all’educazione emotiva. Ecco una sintesi delle iniziative a cui abbiamo aderito in questa prima parte dell’anno scolastico.

  • Adesione al progetto “Prevenzione e contrasto alla violenza di genere ed educazione alle differenze“: E.T.S. CENTRO ANTIVIOLENA LUNA A.P.S
    Ambito di intervento: Alfabetizzazione emotiva e sviluppo delle competenze relazionali, stereotipi di genere e pregiudizio. Il progetto unisce il contrasto agli stereotipi di genere e la prevenzione della violenza, attraverso l’educazione emotiva come risposta agli impulsi e ai condizionamenti esterni. Tale educazione parte proprio dall’ABC delle relazioni: riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, essere capaci di condurre rapporti sani e liberi, gestire i conflitti ed elaborare emozioni come rabbia e frustrazione.
    L’Obiettivo principale di interventi di questo tipo è trasmettere gli strumenti per far sì che l’impulso non si trasformi in azione ma sia mediato dalla riflessione, dalla consapevolezza delle proprie emozioni e dunque dei propri sentimenti.

Modalità d’intervento: tre incontri di due ore ciascuno (per le classi che hanno aderito) .

http://www.associazioneluna.it/

  • Martedì 21 novembre 2023 ore 11.05 : Un minuto di silenzio per Giulia Cecchettin e per tutte le donne vittime di violenza. A seguire momenti di riflessione ed approfondimento.

Il 25 novembre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, ricorrenza istituita il 17 dicembre  1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
La commemorazione di quest’anno coincide, purtroppo, con l’ennesimo tragico femminicidio, che ha scosso le coscienze di quanti hanno visto in Giulia Cecchettin una figlia, una sorella, un’amica, una studentessa impegnata. Un’altra donna vittima della cultura del dominio e della sopraffazione maschile.

  • Sabato 25 novembre:  Partecipazione alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, nel centro storico della città con “Lucca si intreccia“, evento di sensibilizzazione organizzato da Croce Verde Lucca, Centro Antiviolenza Luna e Auser Filo d’Argento Lucca. Una distesa di ombrelli per mettersi al riparo dalle atrocità del sempre più crescente fenomeno della violenza sulle donne.

Tantissimi ombrelli, rossi e bianchi: il rosso è il colore simbolo della violenza di genere, mentre il bianco rappresenta l’impegno degli uomini nella lotta alla violenza sulle donne.

  • Giovedì 30 novembre:     Proiezione mattutina del film “C’è ancora domani “, di Paola Cortellesi- presso il cinema Astra

Ambientato nella Roma dell’immediato secondo dopoguerra, che ancora cercava di rimettersi in piedi, C’è Ancora Domani è un grandissimo tributo ad un momento iconico per la storia delle donne italiane. Il 2 giugno 1946 furono finalmente chiamate alle urne per decidere se l’Italia dovesse rimanere una monarchia o diventare una Repubblica. Solo pochi anni prima, in pieno regime fascista, quest’eventualità appariva una chimera.

C’è Ancora Domani ha come protagonista Delia, una tipica donna italiana di quegli anni, e quindi innanzitutto una madre, una moglie, la cui condizione può essere definita solamente con il termine misera. Tale realtà non riguarda tanto la situazione economica, in fin dei conti la stessa di gran parte della popolazione italiana all’epoca, ma soprattutto familiare e sentimentale. Paola Cortellesi ha preso sostanzialmente una macchina del tempo e ci ha messo di fronte ad uno specchio, rendendoci partecipi delle botte, umiliazioni, i maltrattamenti che Delia subisce dal marito Ivano, interpretato da un bravissimo Valerio Mastandrea. Quel rapporto tossico, fatto di paura e terrore, finisce per essere ad un tempo qualcosa di tanto attuale, quanto importante dal punto di vista storico, nel ricordarci un cambiamento che è stato sensibile, ma che a conti fatti non è ancora completo né tantomeno sufficiente per quello che riguarda la condizione femminile nella società italiana. C’è  Ancora Domani ci dona un ritratto spietatamente realistico di ciò che era il maschio di una volta, andando in realtà oltre una caratterizzazione di maniera. “In fondo ha fatto due guerre”    è l’alibi con cui Delia giustifica il marito Ivano, ogni volta che la picchia, la umilia di fronte ai suoi figli o agli altri.Le botte erano un’espressione di controllo, autorità da parte del marito e del padre su tutti i membri della famiglia, qualcosa a cui molto spesso i figli hanno dovuto far fronte con una totale impotenza, quando poi non giungeva anche per loro la razione di botte quotidiana. Quello  che la Cortellesi  ci ricorda è che un’intera generazione di uomini italiani ha sofferto di disturbo da stress post-traumatico, come è conosciuto oggi, lottando contro la parte  più  oscura della propria anima anche dopo la guerra.

Il che ha creato le condizioni per ciò che C’è Ancora Domani ci ha mostrato pure in modo fantasioso o scherzoso: mura domestiche che diventavano prigione di paura e dolore.

L’amore vero non umilia, non delude, non calpesta, non tradisce e non ferisce il cuore: L’amore vero non urla, non picchia, non uccide“, Gino Cecchettin.

Referente “Pace e Legalità ” Prof.ssa Maria Perna

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