Incontro con la missionaria laica Selene Pera

Il 5 maggio 2026 alcune classi della "Da Vinci" hanno ascoltato la profonda testimonianza di Selene Pera, missionaria laica in Africa.

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Il 5 maggio 2026, nell’Auditorium “M. Mazzarella” del nostro Istituto, gli studenti di alcune classi terze hanno vissuto un incontro intenso, profondo e ricco di emozioni grazie alla testimonianza di Selene Pera, missionaria laica e autrice dei libri “Eppure si vive anche così” e “Nulla per caso”.

Con parole semplici ma straordinariamente incisive, Selene ha aperto una finestra su realtà lontane e spesso dimenticate, raccontando la sua esperienza missionaria in Africa attraverso storie vere, cariche di dolore ma anche di speranza e umanità.

Nel suo primo libro, “Eppure si vive anche così”, Selene racconta i giorni trascorsi nella Repubblica Democratica del Congo, accanto agli ultimi, ai poveri, a chi vive ogni giorno nel dramma silenzioso di una guerra sconosciuta ai più. Un mondo segnato dalla povertà estrema, dove il necessario per vivere si riduce a piccole cose, ma dove la dignità umana riesce ancora a resistere. Il suo è un diario intimo e toccante, capace di dare voce a chi spesso rimane invisibile.

Con il secondo libro, “Nulla per caso”, Selene ha accompagnato i ragazzi in Costa d’Avorio, nel villaggio di Sago, immerso nella foresta e sconosciuto persino a molti ivoriani. Qui non è la guerra a dominare, ma una miseria profonda e devastante. Attraverso racconti concreti e dolorosi, Selene ha parlato di una bambina rimasta orfana a causa della mancanza di cure mediche, dell’umiliazione di un ragazzo costretto a lasciare la scuola perché la nonna non poteva pagare la retta, delle terribili conseguenze della malnutrizione.

Eppure, proprio dentro questa sofferenza, emerge con forza una ricchezza immensa: la cultura dell’“Ubuntu”, tipica dell’Africa subsahariana, racchiusa nel significato profondo di “Io sono perché noi siamo”. Selene ha sottolineato come in Africa la parola “solitudine” sembri quasi non esistere: anche chi vive nell’indigenza più assoluta può contare su una rete di relazioni autentiche, forti, salvifiche. Non semplice empatia, ma un vero spirito di condivisione che sostiene l’intera comunità e che oggi appare quanto mai necessario anche nella nostra società occidentale.

La testimonianza di Selene, intensa e coinvolgente, ha lasciato nei ragazzi un segno profondo. Accanto alle storie di miseria e sofferenza, sono emersi infatti i valori della solidarietà, dell’aiuto reciproco, della fiducia e della gioia del donarsi agli altri. Con passione, autenticità e straordinaria energia, Selene ha mostrato come anche nelle realtà più difficili possa nascere una grande speranza, capace di illuminare il cuore di chi ascolta.