La poesia che ci abita: emozioni, sensi e parole in un viaggio alla scoperta di sé
Quando le parole incontrano le emozioni, la poesia diventa uno spazio in cui conoscersi, raccontarsi e imparare a guardare il mondo con occhi nuovi.
È proprio da questa consapevolezza che ha preso vita il corso di poesia condotto dalla scrittrice Rossella Baiocchi, un percorso laboratoriale pensato per gli alunni della nostra scuola secondaria di primo grado, che ha trasformato la scrittura poetica in un’esperienza di scoperta, condivisione e crescita personale.
Il viaggio è iniziato dai cinque sensi, porte preziose attraverso cui entrare in contatto con la realtà e imparare a coglierne sfumature, dettagli e meraviglie spesso invisibili a uno sguardo distratto. Osservare, ascoltare, toccare, annusare, assaporare: ogni percezione è diventata un’occasione per cercare le parole più autentiche, arricchire il proprio linguaggio e dare voce a ciò che si prova e si immagina.
Perché la poesia nasce proprio così: dalla capacità di fermarsi, sentire profondamente e trasformare un’esperienza in parole capaci di emozionare.
Guidati dalla scrittrice, i nostri ragazzi hanno poi scoperto il petit onze, una particolare forma poetica di origine francese, conoscendone le origini, le caratteristiche e le regole compositive. Una struttura essenziale, capace di dimostrare come anche pochi versi possano racchiudere un universo di pensieri, sensazioni ed emozioni. Attraverso questa tecnica, gli alunni hanno sperimentato la libertà creativa che nasce anche dal rispetto delle regole, scoprendo che la poesia non richiede necessariamente tante parole, ma parole scelte con cura, capaci di raccontare molto più di quanto dicano.
Il momento più significativo del percorso è stato quello della creazione dei propri testi poetici: un’occasione preziosa per guardarsi dentro, riconoscere le proprie emozioni e provare a tradurle in versi. Ogni petit onze è diventato così una piccola finestra aperta sull’interiorità di chi lo ha scritto, un frammento di identità, un modo personale e delicato di raccontare le compagne ed i compagni.
Ma la bellezza di questa esperienza non si è esaurita nella scrittura.
È stato particolarmente emozionante assistere al coinvolgimento dei nostri alunni, alla loro partecipazione entusiasta, alla curiosità con cui si sono messi in gioco e al desiderio sincero di sperimentare, esprimersi e condividere una parte di sé. Nei momenti di ascolto, nei versi letti e accolti, nella disponibilità a mettersi al servizio dei compagni attraverso un ascolto attento e rispettoso, si è manifestato il valore più profondo della poesia: la possibilità di creare legami, riconoscere le emozioni degli altri e sentirsi parte di una comunità.
In un tempo in cui tutto sembra scorrere velocemente, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di fermarsi, ascoltarsi e dare spazio alle proprie parole, scoprendo che raccontarsi richiede coraggio e che ascoltare davvero significa aprirsi a chi ci sta accanto.
Il laboratorio si è trasformato, così, in molto più di un’esperienza di scrittura creativa: è diventato un’occasione per sviluppare competenze linguistiche, stimolare la creatività, affinare la consapevolezza di sé e coltivare l’empatia. Un percorso in cui ogni alunno ha potuto trovare il proprio spazio espressivo, sentendosi libero di esplorare la propria sensibilità e di riconoscere il valore della propria voce.
Le docenti di lettere esprimono un sentito ringraziamento alla scrittrice Rossella Baiocchi, che ha accompagnato i ragazzi in questo viaggio tra sensi, emozioni e parole, offrendo loro strumenti per sperimentare la scrittura poetica come forma di espressione personale e di incontro con gli altri.
Perché, in fondo, educare alla poesia significa anche educare alla sensibilità: insegnare a osservare con attenzione, ad ascoltare con il cuore e a riconoscere, nelle parole proprie e altrui, qualcosa di profondamente umano.
E quando un ragazzo trova le parole per raccontarsi, non sta soltanto scrivendo una poesia: sta imparando a conoscersi, a dare valore alle proprie emozioni e a farsi conoscere dagli altri.
Ed è forse questo il dono più bello che la poesia possa lasciare tra i banchi di scuola: la scoperta che ciascuno di noi ha una storia da raccontare e che ogni storia merita di essere ascoltata.
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